Ci eravamo lasciati a pagina…

Pubblicato il 3 settembre 2026 alle ore 11:05

Dopo mesi di latitanza, torniamo finalmente anche da queste parti.

Altrove abbiamo ricominciato a farci vivi e a disseminare qualche indizio sul motivo della nostra sparizione. Qui, invece, abbiamo preferito una strategia più radicale: il silenzio stampa. Per mesi. Diciamo che il blog ha avuto parecchio tempo per riflettere sulle sue priorità. Ma una ragione per questa lunga assenza c’è. E, visto che siamo in vena di indizi, ve ne lasciamo uno piuttosto ingombrante.

Negli ultimi nove mesi Pina e i libri non sono andati esattamente d’accordo.

Pare esista una cosa chiamata cervello da gravidanza, una specie di nebbia mentale che, tra le altre cose, dovrebbe spiegare dimenticanze, distrazioni e quella meravigliosa sensazione di avere il cervello che gira con diciassette schede aperte senza sapere da quale arrivi la musica. Nel mio caso deve aver deciso di colpire un settore molto specifico: la lettura. 

Per nove mesi non c’è stato verso. Leggevo una frase, arrivavo al punto, tornavo all’inizio, la rileggevo. Niente. Le singole parole erano tutte lì, le riconoscevo anche, ma evidentemente avevano deciso di non collaborare alla formazione di un significato. Ho tentato persino la strada degli audiolibri, pensando di aver trovato la falla nel sistema: ah-ah, cervello, non dobbiamo leggere niente. Dobbiamo solo ascoltare. Indovinate un po'? Il cervello non si è lasciato fregare.

Insomma, per una che normalmente divora libri e passa una quantità discutibile del proprio tempo a parlare di quello che legge, è stato tutto piuttosto surreale. I libri erano lì. Io pure. Semplicemente non riuscivamo più a comunicare.

Poi, piano piano, qualcosa si è sbloccato. Il cervello sembra essere tornato operativo — non garantiamo ancora tutte le funzionalità — e soprattutto è tornata la voglia di leggere. Quella vera: prendere un libro, sparire dentro una storia e, una volta riemersi, avere immediatamente bisogno di dire la nostra.

E quindi eccoci di nuovo qui. Torniamo alle vecchie e care abitudini della Libreria dei Pini: entusiasmi, perplessità, personaggi discutibili, finali che ci fanno innervosire e, soprattutto, le nostre personalissime opinioni che nessuno ha chiesto ma che, dopo tutti questi mesi, abbiamo decisamente voglia di ricominciare a raccontare.

Partiamo?

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