Cartografia di una lettrice
Se qualcuno avesse detto alla Pina bambina che un giorno avrebbe avuto una casa invasa dai libri, probabilmente lei avrebbe alzato le spalle e sarebbe tornata a fare quello che le riusciva meglio: inventare storie. Perché, per quanto possa sembrare strano, da piccola non mi piaceva leggere. Mi piaceva moltissimo ascoltare le storie, questo sì. E ancora di più inventarne di nuove, costruire mondi, immaginare personaggi e decidere che cosa sarebbe successo loro. Ma leggere? Quella era un'altra faccenda. Evidentemente preferivo che qualcun altro facesse la fatica di decifrare le parole, mentre io mi occupavo della parte creativa. Una divisione dei compiti che, a ben pensarci, mi sembrava assolutamente ragionevole.