Qui niente mezze misure: se un libro ci ha stregati, ve lo diremo senza riserve; se ci ha annoiati, pure. Questo è il nostro spazio di confidenze libresche, dove raccontiamo cosa stiamo leggendo con tutta la sincerità del caso. Aspettatevi entusiasmi incontenibili, delusioni cocenti e qualche battibecco su chi ha ragione, perché sì, a volte i gusti non coincidono, e va bene così. Lettori curiosi, amanti delle opinioni schiette, fatevi avanti: qui si parla di libri con il cuore in mano e senza peli sulla lingua!


Le scavatrici, dove finiscono le guerre

Prima di leggere Le scavatrici ero convinta di conoscere abbastanza bene ciò che era accaduto in Bosnia. Del resto parliamo degli anni Novanta, di qualcosa che è successo praticamente dietro casa nostra e mentre molti di noi erano già al mondo. Eppure sono bastate poche pagine per rendermi conto che quel mio “conoscere” era fatto soprattutto di immagini, nomi e avvenimenti rimasti da qualche parte nella memoria. Ed è stata una sensazione piuttosto scomoda. Perché una cosa è sapere che qualcosa è accaduto, un’altra è fermarsi davvero a guardare che cosa ha lasciato dietro di sé.

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